Bellissimo video inviatoci da Rosita.
Questo è il vero volto dell'Africa..... fatto di gente povera, di misere capanne, di vita quotidiana semplice ma ricca di sorrisi, di accoglienza e calore umano.
Se state per intraprendere un viaggio in Kenya ricordatevi di ciò che avete visto in questo video e portate qualche aiuto a chi ne ha veramente bisogno.
Asante sana
Thomas
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venerdì 22 gennaio 2010
venerdì 18 dicembre 2009
Cartolina dall'Africa. La storia di Thomas Mboya, ragazzo umile che ama il Kenya.
Questo bellissimo racconto di Alessandra Cao (aspirante giornalista) è stato pubblicato sulla rivista del mese di Ottobre 2009 di "Profili Italia", mensile di economia, costume e società.
L'articolo è stato scritto da Alessandra che ci ha concesso l'onore di pubblicarlo sul nostro blog.
Questa è una ennesima conferma che l'Africa è passione e Thomas resta indelebilmente nel cuore di chi lo ha conosciuto......

Cartolina dall'Africa. La storia di Thomas Mboya, ragazzo umile che ama il Kenya.
- di Alessandra Cao -
Kenya, Watamu, Jacararda Resort. Un’imponente cancello mi separa da Thomas.
Attenta e scrupolosa, in una divisa fi n troppo pesante per il sole africano, la guardia giurata ci ferma e, come se temesse per la nostra incolumità, ci chiede in perfetto italiano dove andiamo.
“Fuori”, rispondo io. Lui incalza: “Perché?”.
Ed io, che sono stanca e comincio a perdere la pazienza, rispondo: “Perché sì”.
Pare sia la risposta giusta, perché finalmente apre il cancello e le note di una canzone di Laura Pausini sembrano già lontane. Al di là di quel portone alcuni ragazzi. Uno tra tutti ci sorride e ci viene incontro: è Thomas.
Ci saluta con affetto quasi ci conoscessimo da tanto, ci ringrazia per aver portato nelle nostre valige ciò che qualcuno (Cinzia) ha conservato per lui.
In quel momento, sebbene avessi già pensato di scrivere di lui, decido di non “intervistarlo”, ma di ascoltarlo nei giorni che seguiranno e di raccontarlo così.
Thomas sarà la costante nella nostra settimana di vacanza, darà voce alle bellissime
immagini di questa meravigliosa terra, spiegherà ciò che a noi può sembrare
inconcepibile, ci aiuterà con discrezione e semplicità a capire il senso della vita in questi posti.
Thomas, incontrato per caso navigando in Internet alla ricerca di informazioni su Watamu, bellissima costa del Kenya, è uno dei protagonisti, anzi il protagonista, di una bella storia in cui povertà e disperazione,dignità e forza d’animo, si intrecciano con parole ormai divenute rare, generosità e fratellanza.
Agosto 2006 e Cinzia, da Carate Brianza, è in vacanza con la sua famiglia in
Kenya; in spiaggia, alla ricerca di qualcuno che possa accompagnarla in un orfanotrofio, tra i vari banchetti preparati come negozietti, tra i tanti beach boys che vendono i loro oggetti e ti propongono escursioni a prezzi concorrenziali, incontra Thomas.
Thomas, che spera di venderle qualche oggettino, attira la sua attenzione perché le
chiede se davvero l’Italia è così bella come dicono. Questo è l’incontro che gli cambierà la vita. A Cinzia e alla sua famiglia, che gli parlano dell’Europa e gli chiedono di sé, racconta con dignità della sua vita, li accompagna a conoscere sua madre, i due fratelli minori e i tre nipotini, figli di una sorella morta giovanissima, di cui si prende cura lui con sacrifici che lo inducono a consumare
un solo pasto al giorno per garantirne almeno due ai piccoli.
Thomas, che lavorava come cuoco e maggiordomo tutto fare presso la villa di un miliardario britannico, pagato una miseria, ha deciso di scendere in spiaggia a vendere perché non riesce più a sostenere la famiglia.
Qualcosa scatta nel cuore di Cinzia,che vuole costringere il destino segnato
di questi tre bambini a voltare pagina ed è allora che, d’accordo col marito, cambia la vita di Thomas.
Penseranno loro alle rette scolastiche dei tre nipotini, finanziano in parte l’acquisto di un mini bus che permetterà a Thomas di accompagnare i turisti nelle varie escursioni (soldi che Thomas restituirà quando avrà pagato il resto).
Ma non basta e allora tornati a casa, con l’aiuto di Rossella, anche lei in partenza
per il Kenya, decidono di aprire e curare un blog, il blog di Thomas. Dove si può, seminano pubblicità per lui e ciò che speravano avviene: il blog di Thomas funziona, cliccatissimo dai turisti che lo cercano per passaparola e arrivano in Kenya col suo contatto, con cui scambiano sms all’arrivo in Africa, proprio come è successo a me.
Oggi Thomas è su Facebook, ha ancora il suo blog, i turisti che lo incontrano, tanti,
sono entusiasti e inviano commenti e fotografie. Thomas non si sposa, perché dice
che ha già una grande famiglia a cui badare.

Thomas va su Skype e incontra Cinzia, sostenendo i costi di una connessione non
proprio all’avanguardia in un internet cafè locale. Thomas ti propone tra le sue escursioni una visita all’orfanotrofio di Timboni e ha sempre qualcosa da portare a quei bambini. Thomas ti sorride, raccontando che in Kenya si è felici con poco, perché meglio poco che niente. Thomas ha un sogno: vedere grandi i suoi nipoti, con un futuro davanti, una vita migliore, dignitosa, ma lì in Africa. Thomas ha investito su tre bambini dal destino segnato, e piano piano, pole pole come dice lui, lotta in silenzio per un Kenya migliore.
Questa è una storia che insegna a chi ha voglia di imparare che il senso della vita, a volte, sta negli occhi ridenti di un ragazzo africano.
Alessandra Cao

L'articolo è stato scritto da Alessandra che ci ha concesso l'onore di pubblicarlo sul nostro blog.
Questa è una ennesima conferma che l'Africa è passione e Thomas resta indelebilmente nel cuore di chi lo ha conosciuto......

Cartolina dall'Africa. La storia di Thomas Mboya, ragazzo umile che ama il Kenya.
- di Alessandra Cao -
Kenya, Watamu, Jacararda Resort. Un’imponente cancello mi separa da Thomas.
Attenta e scrupolosa, in una divisa fi n troppo pesante per il sole africano, la guardia giurata ci ferma e, come se temesse per la nostra incolumità, ci chiede in perfetto italiano dove andiamo.
“Fuori”, rispondo io. Lui incalza: “Perché?”.
Ed io, che sono stanca e comincio a perdere la pazienza, rispondo: “Perché sì”.
Pare sia la risposta giusta, perché finalmente apre il cancello e le note di una canzone di Laura Pausini sembrano già lontane. Al di là di quel portone alcuni ragazzi. Uno tra tutti ci sorride e ci viene incontro: è Thomas.
Ci saluta con affetto quasi ci conoscessimo da tanto, ci ringrazia per aver portato nelle nostre valige ciò che qualcuno (Cinzia) ha conservato per lui.In quel momento, sebbene avessi già pensato di scrivere di lui, decido di non “intervistarlo”, ma di ascoltarlo nei giorni che seguiranno e di raccontarlo così.
Thomas sarà la costante nella nostra settimana di vacanza, darà voce alle bellissime
immagini di questa meravigliosa terra, spiegherà ciò che a noi può sembrare
inconcepibile, ci aiuterà con discrezione e semplicità a capire il senso della vita in questi posti.
Thomas, incontrato per caso navigando in Internet alla ricerca di informazioni su Watamu, bellissima costa del Kenya, è uno dei protagonisti, anzi il protagonista, di una bella storia in cui povertà e disperazione,dignità e forza d’animo, si intrecciano con parole ormai divenute rare, generosità e fratellanza.
Agosto 2006 e Cinzia, da Carate Brianza, è in vacanza con la sua famiglia in
Kenya; in spiaggia, alla ricerca di qualcuno che possa accompagnarla in un orfanotrofio, tra i vari banchetti preparati come negozietti, tra i tanti beach boys che vendono i loro oggetti e ti propongono escursioni a prezzi concorrenziali, incontra Thomas.
Thomas, che spera di venderle qualche oggettino, attira la sua attenzione perché le
chiede se davvero l’Italia è così bella come dicono. Questo è l’incontro che gli cambierà la vita. A Cinzia e alla sua famiglia, che gli parlano dell’Europa e gli chiedono di sé, racconta con dignità della sua vita, li accompagna a conoscere sua madre, i due fratelli minori e i tre nipotini, figli di una sorella morta giovanissima, di cui si prende cura lui con sacrifici che lo inducono a consumare
un solo pasto al giorno per garantirne almeno due ai piccoli.
Thomas, che lavorava come cuoco e maggiordomo tutto fare presso la villa di un miliardario britannico, pagato una miseria, ha deciso di scendere in spiaggia a vendere perché non riesce più a sostenere la famiglia.
Qualcosa scatta nel cuore di Cinzia,che vuole costringere il destino segnato
di questi tre bambini a voltare pagina ed è allora che, d’accordo col marito, cambia la vita di Thomas.
Penseranno loro alle rette scolastiche dei tre nipotini, finanziano in parte l’acquisto di un mini bus che permetterà a Thomas di accompagnare i turisti nelle varie escursioni (soldi che Thomas restituirà quando avrà pagato il resto).
Ma non basta e allora tornati a casa, con l’aiuto di Rossella, anche lei in partenza
per il Kenya, decidono di aprire e curare un blog, il blog di Thomas. Dove si può, seminano pubblicità per lui e ciò che speravano avviene: il blog di Thomas funziona, cliccatissimo dai turisti che lo cercano per passaparola e arrivano in Kenya col suo contatto, con cui scambiano sms all’arrivo in Africa, proprio come è successo a me.
Oggi Thomas è su Facebook, ha ancora il suo blog, i turisti che lo incontrano, tanti,
sono entusiasti e inviano commenti e fotografie. Thomas non si sposa, perché dice
che ha già una grande famiglia a cui badare.
Thomas va su Skype e incontra Cinzia, sostenendo i costi di una connessione non
proprio all’avanguardia in un internet cafè locale. Thomas ti propone tra le sue escursioni una visita all’orfanotrofio di Timboni e ha sempre qualcosa da portare a quei bambini. Thomas ti sorride, raccontando che in Kenya si è felici con poco, perché meglio poco che niente. Thomas ha un sogno: vedere grandi i suoi nipoti, con un futuro davanti, una vita migliore, dignitosa, ma lì in Africa. Thomas ha investito su tre bambini dal destino segnato, e piano piano, pole pole come dice lui, lotta in silenzio per un Kenya migliore.
Questa è una storia che insegna a chi ha voglia di imparare che il senso della vita, a volte, sta negli occhi ridenti di un ragazzo africano.
Alessandra Cao

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venerdì 6 novembre 2009
La nostra terza volta in un anno in Kenya

Può esserci una spiegazione al fatto che dopo soli 7 mesi si ritorna nello stesso paese e località senza alcuna esitazione né dubbio? La risposta è sì, è il grande amore che ci unisce a questa terra magnifica e unica che è l’Africa e in particolare il Kenya.
In 1 anno 3 volte a Watamu, è una cosa che tutti commentano con "ancora ?" e la nostra risposta è sempre solo una: certo ancora! e sarà così per tante altre volte che seguiranno.
Nei nostri 18 giorni di permanenza ho letto il libro di Kuki Gallman "La notte dei leoni" e penso che una frase descriva esattamente ciò che sia l’Africa: "C’è un’Africa di tragedie e carestie, corruzione e guerra. E poi c’è il continente che ha evocato nei viaggiatori un’inesplicabile necessità di ritornare, il luogo che ha conservato ciò che la maggior parte del mondo ha perduto: spazio e radici, tradizioni, una bellezza eccezionale, panorami selvaggi, animali rari, gente straordinaria. E’ questa l’Africa …"
Grazie ad un’ottima offerta solo volo di British Airways, ripartiamo alla volta del paese dove ormai ci sentiamo come a casa, il Kenya, facendo transito 1 notte a Londra e 1 notte a Nairobi … hakuna matata! la voglia di arrivare è immensa e dopo 2giorni siamo di nuovo là.
Raggiungiamo Malindi da Nairobi con il volo interno della Fly540 e dopo 1h di volo eccoci !!!
Il nostro amato Thomas è lì ad aspettarci insieme a Samuel, un altro nostro carissimo amico e subito ci abbracciamo forte, sembra essere passato così poco tempo dall’ultima volta quando ci salutammo all’aeroporto di Mombasa, con la promessa di rivederci prestissimo e così è stato e siamo felici, tutti.
Con il pullmino di Thomas andiamo subito a Watamu, riconosciamo tanti volti già visti, tanta gente ci riconosce e ci saluta dalla strada con dei sorrisi stupendi. Thomas ci accompagna ai nostri cari Beach View Apartment. Quando la dolcissima Glady ci apre la porta quasi non crede ai suoi occhi!
A differenza di febbraio, ci sistemiamo in un comodo appartamentino, composto da una spaziosa camera da letto, un grande bagno, una cucina con frigorifero perfettamente funzionante e pulito e un soggiorno. All’esterno la veranda per rilassarci e godere della brezza che viene dal mare lì di fronte con la meravigliosa Isola dell’Amore.
Il tutto sempre a un prezzo che a pensarci ci viene da sorridere.
Salutiamo i nostri amici dandoci appuntamento per il pomeriggio o la sera, pole pole!
Andando a fare un po’ di spesa incontriamo tantissima gente che ci saluta, ci stringe la mano dandoci il benvenuto di nuovo, karibuni tena!
Bello, bello, bello, non c’è niente da fare, quando un luogo ti conquista c’è un motivo e il motivo sono loro, la gente, gli odori, i colori, il sole, l’atmosfera così magica che solo in Africa si riesce a respirare.
In spiaggia è un assalto! tutti ci vengono incontro, ci circondano facendo mille risa festose e cantando le loro canzoni. Siamo senza parole …
Tra tante persone riconosciamo subito altri nostri carissimi amici: Mr. Blue e Shaggy, Salvatore e Bob Marley !
Spesso siamo andati anche a Malindi. Nulla di organizzato ovviamente, saltiamo sul primo matatu in partenza, di fronte Mama Lucy e via verso Malindi insieme alla meravigliosa gente del posto, che sale, scende, si accalca ma sempre tutto all’insegna della massima tranquillità; certo la velocità del guidatore non è proprio moderata ma, hakuna matata, il divertimento è massimo e l’esperienza vissuta indimenticabile. Andando a Malindi, si attraversano le cittadine di Timboni e Gede. Un pomeriggio ci facciamo lasciare a Gede e anche qui la passeggiata in mezzo alla gente, ai negozietti di frutta, vestiti di seconda mano, ai tantissimi bambini che tornano dalle scuole, lascia nelle nostre menti immagini ed emozioni che porteremo sempre nel cuore. Come quella di un personaggio fantastico che conosciamo alla sua bancarella di bandiere del Kenya, oggetti con i colori rasta, cappellini e cianfrusaglie varie. Il suo nome è Black Wadada (spero si scriva così) e ci racconta quanto per lui sia importante la sua vita nonostante sia caratterizzata praticamente dal nulla, solo dall’Amore e dalla credenza in Dio, il suo ovviamente, una presenza che lo aiuta ad andare avanti, a svegliarsi tutte le mattine ringraziando solo di esistere. Non lo dimenticheremo.
Malindi è caotica, piena di matatu, tuc tuc, camion, moto che vanno avanti e indietro, bisogna stare sempre attenti quando si attraversa la strada! Assaggiamo anche delle cose buonissime africane: samousa, kababu e delle frittelline di patate squisite.
A Watamu bisogna tornare entro le 19h00, orario in cui i matatu finiscono le loro corse, l’orario è 19h00/20h00, in Africa nulla è di preciso!
Andiamo a trovare i meravigliosi nipotini di Thomas, Sienna Bella e Anthony, che anche questa volta siamo strafelici di trovare bene, sorridenti e con tante cose da raccontarci, la scuola, la loro vita, i loro giochi, i loro amici. Ci abbracciano forte, è una gioia immensa, anche per la mamma di Thomas, che ci ritrova lì, consapevole che non li abbiamo dimenticati.
Portiamo loro tante cose che abbiamo messo in valigia da Roma, si radunano anche tanti altri piccoli bambini che non smettono un attimo di osservarci con i loro grandi occhi.
Mama Anna ci invita ad entrare nella loro abitazione e con totale dignità ci spiega dove dormono, come fanno per mangiare, come si svolge la sua vita di tutti i giorni.
Insieme ad altre 2 ragazze che alloggiano al Jacaranda, con Thomas trascorriamo un’intera giornata in visita ad altri luoghi spettacolari vicino Malindi.
Andiamo al grande Baobab dove puntualmente ci arrampichiamo fino in cima, all’Isola di Robinson dove un fantastico quanto mai artista traghettatore ci porta in un punto dove il tempo sembra essersi fermato, costruito interamente in legno, senza l’utilizzo di nessun altro materiale, dove il muoversi degli alberi provoca un suono particolarissimo. Mangiamo con i piedi in mezzo alla sabbia un pranzo ottimo tutto a base di pesce e granchi, riso al latte di cocco e tanta frutta. Dopo pranzo mezz’oretta di relax su lettini in legno, uno squisito caffè africano e via in direzione di Marafa, luogo meglio conosciuto come il canyon "Cucina del Diavolo". Avevamo visto delle foto su internet ma quando questa depressione della terra appare ai nostri occhi, rimaniamo senza fiato per la sua spettacolarità. E’ metà pomeriggio e la temperatura ormai non più caldissima, ci consente di scendere all’interno del canyon con un ragazzo che ci spiega tutte le differenze delle materie che compongono le varie formazioni rocciose, di come la depressione si sia formata nel corso dei secoli e millenni e che ci dipinge le facce con i vari colori di questi materiali. Alla fine del nostro percorso è ormai il tramonto e, seduti su una roccia, osserviamo un sole maestoso che tramonta all’orizzonte, davanti a noi l’Africa! Beh! sono sicura che ognuno di noi abbia pensato in quel momento a qualcosa che nessuno mai potrà scoprire …
La magia è tutta intorno a noi.
I giorni trascorrono all’insegna di tranquillità, nuove conoscenze di gente del posto, relax, vita quotidiana a Watamu. A cena andiamo sempre a mangiare nei chioschetti lungo la strada principale di Watamu, mchakiki, chapati, sima, kuku, e ogni sera è contraddistinta da tante chiacchierate che ci facciamo anche dal nostro amico Shaba allo ‘Spuntino’.
Problemi avuti lungo la strada di notte? Nessuno, mai e ormai tutti ci conoscono.
Purtroppo un piccolo problema non ci consente di fare il safari di 2 notti così siamo comunque felici di ripetere il safari di solo 1 notte sapendo che torneremo a Ndololo Camp, in mezzo alla savana e alla sua vita selvaggia.
Lo Tsavo si presenta subito nel migliore dei modi: appena entrati, 12 leoni sembrano aspettarci, hanno da poco abbattuto un bufalo e sono tutti lì! Alcuni sull’animale, altri sotto un albero attendendo il loro turno e la nostra felicità nel rivedere il nostro animale preferito è indescrivibile.
Purtroppo Thomas ci spiega anche che le piogge quest’anno non sono state molto abbondanti ed è per questo che intorno è tutto molto secco, i fiumi sono privi di acqua e pensare che le prossime grandi piogge saranno il prossimo anno ci rende un po’ preoccupati per la meravigliosa vita animale e vegetale che si svolge senza interruzione nella savana.

Elefanti, zebre, facoceri, scimmie, bufali, antilopi, kudu, struzzi, ghepardi ci osservano al nostro passaggio. Avvistiamo anche un leopardo ma è troppo lontano per vederlo bene, scorgiamo la sua sagoma solo nel momento in cui scende dall’albero per andare a nascondersi o a cacciare chissà dove. Anche questa volta rimaniamo un po’ delusi nel non riuscire a fare neanche 1 fotografia a questo splendido animale, ma siamo subito ricompensati da 3 piccolissimi leoncini che improvvisamente scopriamo vicinissimi alla nostra strada.
A Watamu riesco ad esaudire un desiderio che avevo in mente sin dalla nostra partenza: con Thomas organizziamo una fantastica festa di 1 giorno sulla spiaggia di Garoda con tantissimi amici per il compleanno di Massy. La sua sorpresa è indicibile, la felicità a mille, facciamo tutti insieme un fantastico bagno nelle acque turchesi di questa meravigliosa parte di Parco Marino e a pranzo … non ci sono parole! Thomas e i nostri amici organizzano un barbecue perfetto sulla spiaggia e aragoste, tranci di pesce, riso al latte di cocco, frutta, pane finiscono nelle nostre pance all’insegna di canzoni, risa, all’ombra di una vegetazione fantastica e di fronte ad un mare stupendo e ad una natura selvaggia e incontaminata poco più in là.
Altri giorni vanno via, Mr. Blue e Shaggy sono sempre con noi, Sienna Bella e Anthony vanno a scuola e Mama Anna mi regala un suo pareo da portare in Italia, Thomas ci riempie di soddisfazioni dicendoci ogni giorno che lui farà sempre tutto il possibile per lavorare onestamente e dignitosamente, per dare un futuro alla sua famiglia e sperare, un giorno, di realizzare il suo sogno.
La spiaggia di Watamu si popola ogni giorno di nuovi turisti che, dopo i primi timori, si fanno conquistare anche loro da questa splendida gente, le maree vanno e vengono con una puntualità che nessuno di noi potrà mai interrompere, il sole splende sempre in Africa caldo e imponente, gli animali così come la gente lottano tutti i giorni per la loro sopravvivenza ma mai mai mai nessuno potrà portare via loro una cosa su tutte, forte come l’inesorabilità di tutti i destini: l’Africa e la sua gente vuole vivere, per farlo ha molto poco ma la dignità e la consapevolezza della loro condizione li rende forti contro ogni cattiveria ed ingiustizia.
L’ultimo giorno del nostro viaggio, raggiungiamo l'aeroporto di Malindi sempre con matatu locale e anche questa volta, quando scendiamo, la gente ci riempie di sorrisi e umanità indimenticabili.
Un minuscolo volo della Fly540 ci riporta a Nairobi e da lì partiamo verso l’Italia, verso la nostra quotidianità, il nostro lavoro che, per la 3a volta sarà riempito da migliaia di ricordi che porteremo nel nostro cuore fino al giorno in cui, prestissimo, riprenoteremo un volo Roma-Nairobi-Malindi.
Stefania e Massimiliano
Per contattare Thomas:
thomasmby@yahoo.co.uk,
+254/73/6334392
mercoledì 7 ottobre 2009
"Jambo"....

Jambo...questa piccola parola nella mia testa fa nascere mille sensazioni...jambo e la prima cosa che i miei occhi vedono sono un sorriso.....un sorriso magnifico un sorriso da tutti, bambini e adulti, un sorriso che non dimenticherò mai...
E' stata così questa vacanza, un turbine di emozioni e sensazioni davvero speciali, è stata da me tanto desiderata da più di un anno ed è stata per il mio ragazzo un ritorno nella sua Africa dopo 5 lunghi anni, in un altro luogo ma pur sempre in Africa!
Non trovo le parole per descrivere quanto mi ha emozionato questo viaggio, che purchè sia stata la mia vacanza più breve è di certo stata la più intensa da tutti i punti di vista...
Adesso sì, adesso ci credo, adesso capisco cos'è questo famoso "mal d'africa"...eh sì quella sensazione come di un buco dentro che ti prende, che scava di continuo e che ti porta più di ogni altra cosa a desiderare di tornare...ma fino a che sei laggiù tutto questo non lo percepisci, almeno io, solo una volta arrivati a casa, appena ti svegli, il giorno dopo il tuo ritorno senti questa magnifica sensazione dentro di te e non sai come sentirti, chiudi gli occhi e rivedi tutto e risenti tutto, in una magia di colori e profumi che solo questa terra finora mi ha dato così forte...
Io e il mio ragazzo Loris ce la siamo goduta fino in fondo questa vacanza, appena arrivati a Watamu abbiamo contattato Thomas che purtroppo subito il giorno dopo è dovuto partire per un lungo safari, ma ci ha lasciato in ottime mani fidate!
Io e Loris abbiamo fatto di tutto, 2 giorni di safari davvero meravigliosi e siamo stati fortunatissimi sia nella compagnia sul mitico pulmino sia negli avvistamenti... due giorni davvero divertenti a ridere e scherzare ad ammirare la natura e gli animali in silenzio, a godersi delle albe e dei tramonti da togliere il fiato...oltre a tutto questo c'è quella terra...la terra rossa della savana, le foto non possono rendere l'idea ma appena la incontri rimani incantato a fissarla e pensi non è possibile sia così rossa!

Oltre al safari abbiamo fatto mille altre escursioni nelle varie spiagge vicine, parchi marini, rettilari e interminabili passeggiate con la bassa marea a chiaccherare con loro: i ragazzi Watamu, gente che davvero ti fa capire l'emozione delle piccole cose di tutti i giorni.
Con questi ragazzi abbiamo camminato per ore nei dintorni, in spiaggia, nel villaggio e per ore siamo rimasti ad ascoltare tutto quello che ci raccontavano...un pomeriggio tardo ci siamo fatti accompagnare all'orfanotrofio di Timboni, con una piccola spesa per i bambini, siamo stati accolti con dei sorrisi immensi canti e giochi di bimbi...è stato molto emozionante per noi, questa sì che è un'esperienza che davvero ti apre gli occhi e ti spezza il cuore, è stato da pelle d'oca, non dimenticherò mai quei momenti, lì sì che comprendi la realtà delle cose, lì sì che ti senti impotente e vorresti fare tanto di più...ma se ognuno di noi fa una piccola cosa insieme si può dare tanto...
Per il resto voglio dire vivetela appieno, il resort è stato un appoggio, siamo sempre usciti tutto il giorno e anche la sera senza il minimo problema e una settimana è volata via troppo in fretta...l'ultima sera abbiamo fatto una cenetta di saluto tra amici, fuori lungo la strada tutti insieme e poi come è stato triste salutarsi, è sempre dura ripartire da un bel posto, ma dal Kenya ancora di più!
L'unica cosa che spero è di tornare presto e magari, caro Thomas, di conoscerci meglio visto che ne abbiamo avuto poco modo!
Auguro ogni bene a te come a tutti i ragazzi che hanno reso la nostra vacanza unica...siete gente meravigliosa, speriamo di rincontraci presto!
Jambo Kenya!

Romina & Loris
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domenica 4 ottobre 2009
Thomas Mboya...per noi

Il mio primo viaggio in Kenya, tanto tanto tempo fa con un’amica…questa volta con la famiglia.
Su internet apro pagine e pagine , cerco Watamu e il Jacaranda, il resort che abbiamo scelto,e poi mi imbatto in Thomas.
Il collegamento è Cinzia e il blog che cura con Rossella; mi piace quello che scrivono su Thomas, mi piace la storia di Thomas.
E’ deciso.

Tutte le escursioni, le facciamo con Thomas, con lui inizia uno scambio di email e quando lo incontriamo, puntuale al nostro arrivo, fuori del Jacaranda, mi sembra di incontrare un amico che non vedo da tempo.

Thomas, sorridente, cortese, educato, con uno spiccato senso dell’umorismo, ci accompagna per tutta la settimana, altri turisti come noi, fanno le escursioni con lui, siamo tredici tutti italiani e riempiamo due pulmini, tutti giorni e diventiamo un gruppo affiatato ..e Thomas che non vuole scontentare nessuno si divide…tra un pulmino e l’altro.
Thomas, la nostra guida e suoi inseparabili autisti, Abu e Ringhio.
Thomas è presente, sempre attento ad ogni nostro piccolo desiderio e quando arriva il tramonto bellissimo e struggente in mezzo alla savana, durante il safari, lui nonostante sia stanco morto sta con noi, ci fa compagnia nel bellissimo lodge in cui ci ha portato…e parla, e attraverso le sue parole calme, colme di tolleranza e buoni sentimenti, straripanti d’amore per la sua terra, ci sta contagiando un virus, inestirpabile, noto a tutti, il mal d’Africa.
Il nostro viaggio in Kenya, le escursioni meravigliose, ….i nostri occhi che vedono e nel sottofondo le parole di Thomas, raccontano con una dignità che mi commuove, di quelle manine tese dei bimbi che urlano ciao inseguendo i nostri pulmini, raccontano la storia di un paese che aspetta di crescere.
Una escursione in particolare che il nostro Thomas organizza è, per me, il suo biglietto da visita, la porta che permette a chi è diffidente di entrare e scrutare l’anima sincera di questo ragazzo africano:la visita all’orfanotrofio di Timboni..ma lui non si accontenta di portare i turisti che si sono portati dietro qualcosa da donare a quei bimbi, no..Thomas prevede una fermata in un piccolo market locale dove compra, per chi glielo chiede, beni di prima necessità per questi orfani e ci fa sentire davvero un po’ utili.
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Thomas…che parla poco della sua storia, sofferta, ma che ti dice che nonostante tutto lui è fortunato e il perché lui si ritenga tale lo abbiamo sotto gli occhi tutti giorni, basta volerlo vedere e non girare lo sguardo dall’altra parte.
Thomas è stato per noi, come un pittore attento che ha saputo dare le tonalità giuste ai colori, alle ombre, ai paesaggi di questa sua bellissima terra che ci accolto con calore e fratellanza, che può lasciare solo un bellissimo ricordo e una smania di rivederla.
Grazie Thomas.
Alessandra Cao e famiglia
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martedì 31 marzo 2009
Volantino dell'Orfanotrofio di Timboni - Watamu Kenya

Questo orfanotrofio dista all’incirca 20/25 km, dalla citta’ di Malindi, accoglie circa un centinaio di bambini di cui circa una meta’ sponsorizzati, cioe’ seguiti da adozioni a distanza, il resto sopravvive grazie a quello che i turisti portano loro e con quello che la meritevole direttrice Mamma Sussy riesce a raccogliere.
Non sono assolutamente aiutati dal governo keniota. I bambini sono di varie eta’, dal piu’ piccolo di solo un mese ai piu’ grandi che raggiungono quasi la maggiore eta’.
Provengono dalle pu’ svariate esperienze, abusi, abbandoni, alcuni sono malati, altri sono orfani di genitori affetti da Hiv. Questa malattia decima la popolazione del Kenya e si diffonde grazie anche al turismo sessuale. Non sono poche le scene in cui si vedono giovani ragazze che accompagnano canuti stranieri, non di meno, appariscenti signore con giovanotti del posto.
Un primato che vorremmo finisse, qui e in ogni altra parte del mondo e venisse sostituito da quello di aiuti umanitari, ma il grande popolo del Kenya, in fondo non sa volercene neppure per questo ed anzi i suoi abitanti ci ringraziano continuamente per portar loro quel turismo bello e brutto che riesce a sfamarli, soprattutto sulle coste. Mamma Sussy la direttrice supportata da altre persone e poche donne del villaggio, aiutano ad accudire i bambini che ben educati, gli uni aiutano gli altri. I loro sguardi si perdono nell’infinito dei cieli africani, i loro bianchi sorrisi e i grandi abbracci vi scalderanno anche quando sarete tornati.
Se andate in Kenya, non perdete l'occasione di visitare questo orfanotrofio e di portare ai bambini qualcosa che possa essere loro utile, oltrechè generi alimentari, farete una buona azione e sarete ricompensati dalla loro gratitudine.
Asante Sana a tutti......
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giovedì 26 marzo 2009
Viaggio in Kenya con mia figlia

Siamo rientrate sabato dal Kenya.
Ti ringrazio infinitamente per tutte le info che mi avevi dato, ne ho fatto tesoro e sono state molto utili.
Thomas è stato molto disponibile e gentile e come dici tu ha una marcia in più,
tutto è filato liscio.
Timboni è un posto che ti spezza il cuore (se per caso ti è rimasto intero nei giorni precedenti), anche se tutto sommato i bimbi sono più "nutriti" e seguiti di quelli che vedi per strada.
Oltre ai colori e giocattoli abbiamo acquistato 10 kg. di farina di mais.

Ho già passato voce alle amiche che mi diano tutto ciò che non portano più i loro figli per fare un invio a Thomas.
un grande abbraccio.
Didi e Gaia
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giovedì 22 gennaio 2009
Il Kenya dopo piu’ di 2 anni e il suo seguito….
Volevo raccontarvi una domenica trascorsa in Svizzera partendo dall’Italia, all’insegna dell’amicizia e della solidarietà condivisa con I figli al seguito.
Tutti mi chiedono come faccio a conciliare lavoro, casa- figlio-scuola e impegni vari……
Tutti si meravigliano se passo ore e ore da piu’ di due anni a scrivere sul web per informare tanti italiani in partenza che in Kenya si va per vacanza,…. ma anche per solidarieta’.
Questa solidarieta’inizia subito per noi da qui in Italia prima di partire,… preparando le nostre valigie, stracolme di roba da regalare, giocattoli, abbigliamento, scarpe, ciabatte, cappellini, cellulari vecchi, orologi, occhiali da sole, creme solari, repellenti, pesandole, rifacendole mille volte per non lasciare a casa niente, ma senza rischiare di pagare il sovrappeso al check in d’imbarco….
Tutti sanno che devono fare cosi’ prima di partire per il Kenya, perche’ andare in Kenya non vuol dire solo safari mare e divertimento, ma vuol dire anche solidarieta’ con questo popolo tanto speciale con i loro Jambo, e Hakuna matata.
Tutti mi chiedono se davvero esiste un mal d’africa quando si ritorna oppure svanisce appena si ha l’occasione di andare a visitare un altro Paese o un altro continente per le prossime vacanze….
La risposta ce la siamo dati domenica 7 Dicembre 2008 a casa di Fabio a Locarno in Svizzera parlando di Kenya e amicidelkenya.ch
Fabio Dicembre 2007 aveva programmato una vacanza all inclusive in Peru’ con le sue due figlie 15-18 anni e moglie al seguito.
All’ultimo momento decide per un all inclusive a Malindi in kenya.
Girando sul web trova i miei racconti con figlio al seguito e mi contatta… e mi prega di metterlo in contatto con qualcuno per far vivere alle sue figlie un’esperienza indimenticabile….ed ecco come inizia il suo mal d’africa.
Dal Kenya ogni giorno mi manda un messaggino, ora stiamo facendo il safari con Thomas, ora stiamo visitando la scuola e ora l’orfanatrofio e ora non vogliamo tornare piu’ a casa…
Appena torna il richiamo e’ fortissimo per questa terra e decide di fare qualcosa, per loro per il Kenya che appena tornati Gennaio 2008, era caduto in una situazione disastrosa POST-ELEZIONI con conseguente caduta del turismo, risorsa fondamentale per tantissime famiglie della costa che non aspettano altro che lavorare con i turisti accompagnandoli in giro per la loro terra talvolta per una piccola commissione rilasciata dall’agenzia di safari locale, talvolta per un solo grazie a fine vacanza…
Inizia cosi’ www.amicidelkenya.ch e inizia il coinvolgimento di tante famiglie che sono tornate dal Kenya e che vogliono aiutare questa popolazione famiglie a SOPRAVVIVERE, si’ perche’ SOPRAVVIVERE e’ il termine esatto per descrivere gli 8 mesi a Watamu trascorsi a pregare che la situazione migliori, che i turisti, specialmente quelli Italiani , tornino ad occupare i resort e le loro belle ville in loco, hanno pregato tanto affinche’ le loro tribu’ facciano pace tra di loro e a sperare che tutto finisca presto..
Per chi non ha un’europeo alle spalle o una moglie/Marito/fidanzata Europea che li puo’ aiutare ad uscire dal Paese e’ difficilissimo ottenere il visto anche con passaporto in mano (ed ottenere il passaporto e’ gia’ un miracolo, bisogna per forza andare Nairobi) con soldi alla mano.
Lo sconforto di chi si e’prodigato per questo visto mai ottenuto ha fatto cadere in sconforto anche Thomas che sognava di andare a lavorare all’estero per guadagnare 600euro al mese e ritornare in Kenya per cambiare magari in parte un po’ il suo destino e dare un un futuro un po’ piu’ sicuro ai suoi nipotini.
Per cui eccoci tutti uniti per cercare nuove strade per aiutare questa gente, perche’ nessuno di noi e’ ricco, ma siamo ricchi d’iniziative e cerchiamo di metterle in pratica per ricavare utili da spedire in Kenya.
Domeniche passate nelle piazze a vendere torte, piante, frutta, Fabio che si compera tutto il materiale per assemblare portachiavi e venderli in piazza, tovagliette di carta per ristoranti, trovare sponsor per procurare e spedire un container pieno zeppo di materiale per l’ospedale, per una scuola e per l’orfanatrofio di Timboni e Gede.
Il tutto per il Kenya che ci tiene uniti anche senza vederci, senza conoscerci, solo per mail, solo per messaggi sms…
Ad agosto Fabio ritorna con la famiglia a Watamu, le carte burocratiche per l’associazione amici del Kenya sono talmente tante da sbrigare che Thomas da solo non ci riesce, ci vogliono conoscenze, bisogna presentarsi di persona, ed ecco tutta la famiglia al lavoro per 15 giorni… in giro per uffici, scuole, orfanatrofi per capire il modo piu’ veloce per ottenere permessi senza spendere tanti soldi.
Girando in questo modo e’ impossibile non capire tutte le contraddizioni e la poverta’ di questo popolo cosi’ cordiale e cosi’ sfortunato in questo momento dove i turisti hanno disdetto in massa le loro vacanze estive.
Tornare in Kenya per Fabio e la sua family e’ stato come tornare anche noi con il ns bimbo,…. anche se ad Andrea abbiamo fatto vedere un altro Paese, non abbiamo mai dimenticato Watamu e tutti gli artefici del ns. mal d’africa. E ovunque andiamo , il Kenya ci ha insegnato a vedere l’altra faccia della medaglia, come quella di Capo Verde e delle sue baraccopoli…
Quando Fabio e’ riuscito a spedire il container non stava piu’ nella pelle, ha coinvolto tutti, ha contato materiale vestiti per un totale di 45.340 pezzi totale 4148kg di merce ha messaggiato tutti tramite sms e inviato le foto per mail e soprattutto tornera’ con TUTTA la famiglia a Dicembre 2008 per essere presente allo sdoganamento e posizionamento di questo container presso l’orfanatrofio di Timboni da dove iniziera’ lo smistamento del materiale per le scuole e ospedali visitati come obiettivo ad Agosto, questa volta coinvolge anche fratello e famiglia totale 8 persone pronte per andare a Watamu a lavorare….
E finalmente anche noi abbiamo conosciuto Fabio e la sua family stupenda e siamo orgogliosi di loro!
Il Mal D’africa e la voglia di aiutare questa popolazione, fa partire anche delle volontarie come Valentina, che invece di farsi le ferie decide d’andare ad aiutare i bambini di Mama Susy all’orfanatrofio e a pensare di tornarci presto.
Una cura per guarire da questo Mal d’africa non c’e’ perche’ nessuno vuole guarire, tutti vogliamo ricordare questa terra e la loro gente sempre sorridente, i bambini africani, i loro villaggi, i colori dei parchi, dei tramonti, il silenzio….e…potrei continuare all’infinito..
Ma per il momento vi dico…ANDATE IN KENYA e non ve ne pentirete!
NAKUPENDA SANA Cinzia (p.malnati@virgilio.it)
Tutti mi chiedono come faccio a conciliare lavoro, casa- figlio-scuola e impegni vari……
Tutti si meravigliano se passo ore e ore da piu’ di due anni a scrivere sul web per informare tanti italiani in partenza che in Kenya si va per vacanza,…. ma anche per solidarieta’.
Questa solidarieta’inizia subito per noi da qui in Italia prima di partire,… preparando le nostre valigie, stracolme di roba da regalare, giocattoli, abbigliamento, scarpe, ciabatte, cappellini, cellulari vecchi, orologi, occhiali da sole, creme solari, repellenti, pesandole, rifacendole mille volte per non lasciare a casa niente, ma senza rischiare di pagare il sovrappeso al check in d’imbarco….
Tutti sanno che devono fare cosi’ prima di partire per il Kenya, perche’ andare in Kenya non vuol dire solo safari mare e divertimento, ma vuol dire anche solidarieta’ con questo popolo tanto speciale con i loro Jambo, e Hakuna matata.
Tutti mi chiedono se davvero esiste un mal d’africa quando si ritorna oppure svanisce appena si ha l’occasione di andare a visitare un altro Paese o un altro continente per le prossime vacanze….
La risposta ce la siamo dati domenica 7 Dicembre 2008 a casa di Fabio a Locarno in Svizzera parlando di Kenya e amicidelkenya.ch
Fabio Dicembre 2007 aveva programmato una vacanza all inclusive in Peru’ con le sue due figlie 15-18 anni e moglie al seguito.
All’ultimo momento decide per un all inclusive a Malindi in kenya.
Girando sul web trova i miei racconti con figlio al seguito e mi contatta… e mi prega di metterlo in contatto con qualcuno per far vivere alle sue figlie un’esperienza indimenticabile….ed ecco come inizia il suo mal d’africa.
Dal Kenya ogni giorno mi manda un messaggino, ora stiamo facendo il safari con Thomas, ora stiamo visitando la scuola e ora l’orfanatrofio e ora non vogliamo tornare piu’ a casa…
Appena torna il richiamo e’ fortissimo per questa terra e decide di fare qualcosa, per loro per il Kenya che appena tornati Gennaio 2008, era caduto in una situazione disastrosa POST-ELEZIONI con conseguente caduta del turismo, risorsa fondamentale per tantissime famiglie della costa che non aspettano altro che lavorare con i turisti accompagnandoli in giro per la loro terra talvolta per una piccola commissione rilasciata dall’agenzia di safari locale, talvolta per un solo grazie a fine vacanza…
Inizia cosi’ www.amicidelkenya.ch e inizia il coinvolgimento di tante famiglie che sono tornate dal Kenya e che vogliono aiutare questa popolazione famiglie a SOPRAVVIVERE, si’ perche’ SOPRAVVIVERE e’ il termine esatto per descrivere gli 8 mesi a Watamu trascorsi a pregare che la situazione migliori, che i turisti, specialmente quelli Italiani , tornino ad occupare i resort e le loro belle ville in loco, hanno pregato tanto affinche’ le loro tribu’ facciano pace tra di loro e a sperare che tutto finisca presto..
Per chi non ha un’europeo alle spalle o una moglie/Marito/fidanzata Europea che li puo’ aiutare ad uscire dal Paese e’ difficilissimo ottenere il visto anche con passaporto in mano (ed ottenere il passaporto e’ gia’ un miracolo, bisogna per forza andare Nairobi) con soldi alla mano.
Lo sconforto di chi si e’prodigato per questo visto mai ottenuto ha fatto cadere in sconforto anche Thomas che sognava di andare a lavorare all’estero per guadagnare 600euro al mese e ritornare in Kenya per cambiare magari in parte un po’ il suo destino e dare un un futuro un po’ piu’ sicuro ai suoi nipotini.
Per cui eccoci tutti uniti per cercare nuove strade per aiutare questa gente, perche’ nessuno di noi e’ ricco, ma siamo ricchi d’iniziative e cerchiamo di metterle in pratica per ricavare utili da spedire in Kenya.
Domeniche passate nelle piazze a vendere torte, piante, frutta, Fabio che si compera tutto il materiale per assemblare portachiavi e venderli in piazza, tovagliette di carta per ristoranti, trovare sponsor per procurare e spedire un container pieno zeppo di materiale per l’ospedale, per una scuola e per l’orfanatrofio di Timboni e Gede.
Il tutto per il Kenya che ci tiene uniti anche senza vederci, senza conoscerci, solo per mail, solo per messaggi sms…
Ad agosto Fabio ritorna con la famiglia a Watamu, le carte burocratiche per l’associazione amici del Kenya sono talmente tante da sbrigare che Thomas da solo non ci riesce, ci vogliono conoscenze, bisogna presentarsi di persona, ed ecco tutta la famiglia al lavoro per 15 giorni… in giro per uffici, scuole, orfanatrofi per capire il modo piu’ veloce per ottenere permessi senza spendere tanti soldi.
Girando in questo modo e’ impossibile non capire tutte le contraddizioni e la poverta’ di questo popolo cosi’ cordiale e cosi’ sfortunato in questo momento dove i turisti hanno disdetto in massa le loro vacanze estive.
Tornare in Kenya per Fabio e la sua family e’ stato come tornare anche noi con il ns bimbo,…. anche se ad Andrea abbiamo fatto vedere un altro Paese, non abbiamo mai dimenticato Watamu e tutti gli artefici del ns. mal d’africa. E ovunque andiamo , il Kenya ci ha insegnato a vedere l’altra faccia della medaglia, come quella di Capo Verde e delle sue baraccopoli…
Quando Fabio e’ riuscito a spedire il container non stava piu’ nella pelle, ha coinvolto tutti, ha contato materiale vestiti per un totale di 45.340 pezzi totale 4148kg di merce ha messaggiato tutti tramite sms e inviato le foto per mail e soprattutto tornera’ con TUTTA la famiglia a Dicembre 2008 per essere presente allo sdoganamento e posizionamento di questo container presso l’orfanatrofio di Timboni da dove iniziera’ lo smistamento del materiale per le scuole e ospedali visitati come obiettivo ad Agosto, questa volta coinvolge anche fratello e famiglia totale 8 persone pronte per andare a Watamu a lavorare….
E finalmente anche noi abbiamo conosciuto Fabio e la sua family stupenda e siamo orgogliosi di loro!
Il Mal D’africa e la voglia di aiutare questa popolazione, fa partire anche delle volontarie come Valentina, che invece di farsi le ferie decide d’andare ad aiutare i bambini di Mama Susy all’orfanatrofio e a pensare di tornarci presto.
Una cura per guarire da questo Mal d’africa non c’e’ perche’ nessuno vuole guarire, tutti vogliamo ricordare questa terra e la loro gente sempre sorridente, i bambini africani, i loro villaggi, i colori dei parchi, dei tramonti, il silenzio….e…potrei continuare all’infinito..
Ma per il momento vi dico…ANDATE IN KENYA e non ve ne pentirete!
NAKUPENDA SANA Cinzia (p.malnati@virgilio.it)
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lunedì 1 dicembre 2008
Watamu e Safari al Masai Mara
Da dove incomincio........sicuramente dai bambini....sono tutti ancora nei miei occhi e nel mio cuore.
Ho vissuto con loro...sulla spiaggia, ne ho conosciuti tanti!!!!!!
Si giocava insieme .....mi aspettavano per i biscottini che prendevo nel villaggio 2 volte al giorno e poi tanti regali (mai soldi!!!), parlavo tanto con loro, continuando a spiegare l'importanza della scuola.
Nelle stradine di Watamu sono rimasta senza fiato.....io ho un nipotino di 9 mesi
e quindi sono ancora più fragile!!!!!
Thomas l’abbiamo chiamato da mamma Luci appena arrivati e da quel momento e’ stato la nostra guida.
Veramente tanto caro e molto educato.....abbiamo fatto varie escursioni in mare e soprattutto il safari in aereo al Masai Mara. Era il primo per noi e quindi è stata un'emozione vedere quella immensa distesa con giraffe, leoni, elefanti, gazzelle, iene ecc. ecc. e le jeep con i loro percorsi fantastici!!!!
Poi le sistemazioni erano da sogno.....bellissima la cena sul fiume con gli ippoppotami.
Siamo stati con loro varie volte a Malindi......al mercato....alla fabbrica del legno....al casinò......e al ristorante "la Malindina", sono stati felicissimi di cenare con noi (ci hanno detto che non erano mai stati in un locale così bello).
La domenica siamo stati a Messa con Thomas ed è stato bellissimo....colori....canti....balli....e tanta fede vera!!!
Thomas ci ha fatto conoscere la sua splendida famiglia e la mamma mi ha regalato due borsette molto carine!!!
Un giorno abbiamo fatto la spesa al negozio della mamma e poi siamo stati all'orfanatrofio.....esperienza indimenticabile.
Comunque sono contenta di aver preso gli indirizzi così li possiamo aiutare direttamente dall'Italia.
Per Thomas ho fatto tanta pubblicità anche nel villaggio e ora da Pescara andranno presto 2 coppie.
Nel villaggio siamo stati benissimo.....anche se abbiamo vissuto tutto fuori!!!!!!
Per il momento stop con i racconti......ma io e mio marito siamo felicissimi!!!!!!
Grazie Thomas.
Silvana
Ho vissuto con loro...sulla spiaggia, ne ho conosciuti tanti!!!!!!
Si giocava insieme .....mi aspettavano per i biscottini che prendevo nel villaggio 2 volte al giorno e poi tanti regali (mai soldi!!!), parlavo tanto con loro, continuando a spiegare l'importanza della scuola.
Nelle stradine di Watamu sono rimasta senza fiato.....io ho un nipotino di 9 mesi
e quindi sono ancora più fragile!!!!!
Thomas l’abbiamo chiamato da mamma Luci appena arrivati e da quel momento e’ stato la nostra guida.
Veramente tanto caro e molto educato.....abbiamo fatto varie escursioni in mare e soprattutto il safari in aereo al Masai Mara. Era il primo per noi e quindi è stata un'emozione vedere quella immensa distesa con giraffe, leoni, elefanti, gazzelle, iene ecc. ecc. e le jeep con i loro percorsi fantastici!!!!
Poi le sistemazioni erano da sogno.....bellissima la cena sul fiume con gli ippoppotami.
Siamo stati con loro varie volte a Malindi......al mercato....alla fabbrica del legno....al casinò......e al ristorante "la Malindina", sono stati felicissimi di cenare con noi (ci hanno detto che non erano mai stati in un locale così bello).
La domenica siamo stati a Messa con Thomas ed è stato bellissimo....colori....canti....balli....e tanta fede vera!!!
Thomas ci ha fatto conoscere la sua splendida famiglia e la mamma mi ha regalato due borsette molto carine!!!
Un giorno abbiamo fatto la spesa al negozio della mamma e poi siamo stati all'orfanatrofio.....esperienza indimenticabile.
Comunque sono contenta di aver preso gli indirizzi così li possiamo aiutare direttamente dall'Italia.
Per Thomas ho fatto tanta pubblicità anche nel villaggio e ora da Pescara andranno presto 2 coppie.
Nel villaggio siamo stati benissimo.....anche se abbiamo vissuto tutto fuori!!!!!!
Per il momento stop con i racconti......ma io e mio marito siamo felicissimi!!!!!!
Grazie Thomas.
Silvana
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mercoledì 19 novembre 2008
Mal d'Africa......
Siamo tornati lunedì dal Kenya e Thomas è stato veramente una persona speciale!
Volevo ringraziare Cinzia per il consiglio e dirle che si vede che sta facendo molto per lui da come lui parla di lei e di Paolo (suo marito)... gli si accende una luce speciale negli occhi...
Mi spiace solo di esser rimasta troppo poco... Ho portato tutto quello che potevo da lasciare lì ma... non è mai abbastanza... ero partita al limite con il peso dei bagagli... avevo il bagaglio a mano per me (con 2 costumi e 3 magliette) e la valigia di 20 kg. con di ogni x loro, vestitini e scarpine da bimbi, ciabatte magliette, zainetti, matite, quaderni, colori... un po' di tutto ma quando arrivi a casa ti sembra veramente di non avere fatto nulla... una goccia nel mare...
Va beh... cmq il MAL D'AFRICA ESISTE!!!
Jambo
Claudia
Volevo ringraziare Cinzia per il consiglio e dirle che si vede che sta facendo molto per lui da come lui parla di lei e di Paolo (suo marito)... gli si accende una luce speciale negli occhi...
Mi spiace solo di esser rimasta troppo poco... Ho portato tutto quello che potevo da lasciare lì ma... non è mai abbastanza... ero partita al limite con il peso dei bagagli... avevo il bagaglio a mano per me (con 2 costumi e 3 magliette) e la valigia di 20 kg. con di ogni x loro, vestitini e scarpine da bimbi, ciabatte magliette, zainetti, matite, quaderni, colori... un po' di tutto ma quando arrivi a casa ti sembra veramente di non avere fatto nulla... una goccia nel mare...
Va beh... cmq il MAL D'AFRICA ESISTE!!!
Jambo
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